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La comune derivazione dal latino genus (nascita) di termini come
gens, che presso i Romani indicava l’insieme delle
famiglie discendenti da un unico progenitore, o i nostri genitore,
colui che procrea, o gene, la minuscola particella che ci
trasmette i caratteri ereditari, ma anche generazione nel suo
doppio significato di procreazione e di tutti coloro che sono nati da
uno stesso genitore, caratterizza la genealogia (derivante dal
greco γεννά,
stirpe, e λογος, scienza) come
quella disciplina che studia l’origine e l’evoluzione di
una famiglia non solo nel tempo, ma anche in un determinato contesto
sociale e culturale.
Nel passato con la parola famiglia si indicava un’entità
giuridica, sociale e politica molto complessa e articolata che
comprendeva una consorteria di persone organizzate in capi, figli,
nipoti, spesso pronipoti e cugini, ma anche servi che in molti
documenti sono detti non a caso famigli. Per noi oggi la
famiglia è un nucleo molto più ridotto, per lo più
costituito dai due genitori e uno o due figli, anche se si fa sempre
più strada il concetto di famiglia composta da un singolo
individuo, ma ai fini di una ricostruzione genealogica si deve tener
conto di tutti coloro che sono derivati da un avo comune, detto
capostipite e l’indagine può essere condotta sia per la
linea paterna che per quella materna.
La rappresentazione grafica di tutto questo è l’albero
genealogico, un tracciato di linee verticali (tronco) e orizzontali
(rami) dove troveremo le diverse generazioni: genitori, figli,
nipoti, pronipoti e così via. Sotto il nome di ciascun
componente la famiglia vengono indicati il luogo e la data di nascita
e di morte, il nome del coniuge e il luogo e la data del matrimonio,
se furono contratti più matrimoni questi verranno distinti da
un numero o da una lettera, lo stesso che dovrà distinguere i
figli nati dai diversi coniugi.
Ma perché fare un’analisi tanto dettagliata della propria
stirpe?
Molte persone, soprattutto discendenti di coloro che emigrarono nei secoli
XIX e XX, sono spinte dal bisogno di conoscere quali erano i luoghi
di origine dei propri antenati, le loro occupazioni e il contesto
sociale nel quale vissero per riscoprire le loro radici. Le ricerche,
tutte condotte su documenti antichi e nei luoghi d’origine,
spesso portano a interessanti scoperte storiche e genealogiche,
rivelando legami insospettati, altre volte si può trovare la
giustificazione di un nome o di un soprannome, ma anche le ragioni di
un trasferimento o la scelta di un luogo come residenza di una
discendenza, oppure capire le complesse relazioni che legavano le
famiglie o le ragioni di antiche rivalità.
Considerata in questi termini la ricostruzione della storia e della genealogia di
una famiglia è un modo per conoscere le proprie radici,
possibile solo per mezzo di un’appassionante analisi di
documenti conservati in archivi parrocchiali e civili e non
l’ostinata ricerca di antichi blasoni.
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